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L’assicurazione ha lo scopo precipuo di “trasformare il rischio in una spesa”. Infatti attraverso la stipula di un contratto, l’assicurando “quantifica” il danno patrimoniale che esso avrebbe se l’evento garantito (il rischio) si verificasse.

Più precisamente, si parla dell’esistenza di un’alea di rischio (rischio aleatorio).

Affinché si possa concludere un contratto di assicurazione, occorre che l’eventuale verificarsi del rischio non sia controllabile da nessuna delle due parti (né da parte di colui che intende assicurarsi, né da parte della società di assicurazione).

Attraverso il versamento del premio, la società accolla a sé la gestione dell’eventualità del verificarsi dell’evento (detto “sinistro”) al concretizzarsi dello stesso, corrispondendo all’assicurato, oppure agli eventuali eredi e/o beneficiari da quest’ultimo il capitale, (o la rendita nel caso ad esempio di assicurazioni sulla vita) pattuito. Il costo determinato, detto “premio (dal latino pretius) assicurativo” viene calcolato in base alla probabilità che l’evento stesso si verifichi.

Questa viene determinata sulla base di svariati elementi, i cui principali possono così essere riassunti:

a) tavole statistiche (attuariali);

b) esperienza mutualistica dell’impresa (fabbisogno dell’impresa);

c) esperienza mutualistica del mercato nel detto rischio.

I contratti assicurativi possono essere sottoscritti come libera scelta tra individui (o società) e società di assicurazione e possono riguardare i più svariati campi (assicurazioni sul verificarsi di infortuni, di malattie, di incidenti, di eventi naturali, ecc.).

Una tipologia particolare di questi contratti riguarda gli eventi della vita umana, intesi come morte o sopravvivenza; in quest’ultimo caso, il rischio è rappresentato dal venir meno dei mezzi economici per mantenere il tenore di vita acquisito.

 

Alcune forme assicurative sono obbligatorie: il cittadino (o la società di persone e la società di capitali) è obbligato a contrarre un’assicurazione, alcune volte potendo anche scegliere con quali società stipulare un contratto di assicurazione obbligatorio (come, ad esempio, un’assicurazione di responsabilità civile per la circolazione dei veicoli), altre volte invece essendo obbligato a rivolgersi ad un’unica società, tipicamente statale (come, ad esempio, per l’INAIL, assicurazione obbligatoria per la maggior parte dei lavoratori), ovvero, per essere obbligato contro i rischi derivanti dall’utilizzo del gas distribuito tramite le reti attraverso una polizza inclusa nella fattura emessa dalla società a partecipazione pubblica distributrice del gas che a sua volta è assicurata per tramite il Comitato Italiano GAS (CIG).

A fronte dello spostarsi del rischio (dalla persona alla società di assicurazione) la persona paga un importo (detto “premio assicurativo”) alla società di assicurazione che si impegna a sopportare un ben identificato rischio fino ad un determinato capitale assicurato o massimale assicurativo.

I due termini (capitale assicurato o massimale assicurativo) hanno due significati diversi. In campo previdenziale le assicurazioni obbligatorie sono chiamate assicurazioni sociali e in Italia quella estesa a più cittadini è l’assicurazione generale obbligatoria detta A.G.O., che contempla una serie di prestazioni previdenziali corrisposte dallo Stato attraverso gli enti previdenziali ove al posto del premio viene pagata una imposta comunemente chiamato contributo obbligatorio per le assicurazioni obbligatorie.

L’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa per la responsabilità civile del professionista è chiaramente fissato dalla Legge 247 del 2012[3], obbligo peraltro rinforzato dal successivo d.P.R. n.137/2013; tuttavia l’obbligo risulta sospeso[4] in forza della mancanza di parametri operativi fondamentali quali i massimali minimi.

Primo passo: individuare e documentare la spesa per l’acquisto e ristrutturazione dell’immobile. L’importo erogato dal finanziatore, generalmente, va a coprire l’80% della spesa preventivata e documentata in virtù del fatto che tali lavori andranno ad aumentare il valore futuro dell’immobile stesso.

Secondo passo: l’istituto finanziatore erogherà un primo finanziamento per far fronte all’acquisto dell’immobile. Per la ristrutturazione lo stesso richiederà al mutuatario un preventivo accurato dei lavori che vorrà effettuare (computo metrico lavori). Tale stima economica (emessa dalla società di ristrutturazione) deve essere molto dettagliata: in ogni voce di intervento verrà indicata la relativa spesa.

Terzo passo: per quantificare la cifra da finanziare, l’ente erogante incaricherà un perito per stabilire il valore reale dell’immobile ed il costo delle relative opere di ristrutturazione. Per ogni successiva fase di stato avanzamento lavori verrà nuovamente incaricato un perito per certificare che i lavori siano stati effettivamente eseguiti e che siano in linea con l’importo della somma richiesta.

Se gli interventi di manodopera interessano anche le strutture portanti dell’immobile con il rinnovo o sostituzione delle parti di struttura, è necessario che oltre al preventivo di spesa venga fornito all’istituto erogante un progetto edilizio redatto da un perito autorizzato (geometra, architetto, ingegnere edile) regolarmente iscritto all’Albo dei Professionisti. A questo documento dovrà essere allegata la domanda di autorizzazione edilizia rilasciata dal Comune in cui è ubicato l’immobile e la Denuncia di Inizio Attività (DIA).

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